<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1013288138703025&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Intercettare gli utenti sul punto vendita? Breve panoramica per total retailer

Intercettare un utente sul punto vendita non è esclusivamente una questione tecnologica, anzi. Le modalità per individuare un consumatore oggi sono varie e per lo più guidate dalla diffusione degli smartphone, ma possono spingersi fino al riconoscimento facciale, con tecnologie già avviate dai retailer di Stati Uniti e Canada (anche se in Europa oggi non sono ancora diffuse e legislativamente normate).


La verità è che qualunque scelta si faccia sul “piano tecnico”, il vero valore risiede comunque nel tipo di esperienza che si vuole far vivere all’utente. Molti progetti di riconoscimento in store naufragano perché l’esperienza non è guidata dal consumatore e dalle sue preferenze. Selezionare la migliore opzione è un mix tra la scelta di una soluzione efficace, finanziariamente sostenibile, ma soprattutto guidata da marketing. Spesso non servono implementazioni tecniche avveniristiche, ma basterebbero alcune buone idee, in grado di reinterpretare il nuovo paradigma omnichannel.


Perché è fondamentale per un retailer oggi riconoscere l’utente sul negozio fisico? Per poter personalizzare l’offerta tenendo conto di tutte le interazione intercorse tra il cliente e il brand specialmente sui canali digitali. Si tratta di una sfida imprescindibile, come già evidenziato nei principali trend per retailer del 2017 (alcune report interessanti li abbiamo selezionati anche noi qui).


Navigazione in Store via App


L’interazione via app è uno dei modi più semplici per individuare la presenza di un utente nello store, anche se molti retailer sono consapevoli che una percentuale molto bassa dei loro clienti sarà effettivamente disponibile a installarla. L’app proprietaria è una leva importante soprattutto su un target di clienti fedeli, che amano molto il brand. E’ fondamentale che abbia delle funzionalità davvero distintive e utili, tali da renderne l’utilizzo necessario e funzionale anche durante l’acquisto nei negozi fisici. Uno di questi è il rewarding per chi la utilizza, oppure un sistema di pagamento integrato.


Navigazione in store sul sito web

La localizzazione GPS attiva sullo smartphone è un’opportunità per individuare gli utenti che stanno navigando all’interno o nelle vicinanze dello store proprio sul sito web dell’azienda.  Notifiche personalizzate per esempio sullo store locator o in un alcune pagine riservate a coupon da spendere sul punto vendita, possono portare l’utente a farsi riconoscere sul negozio.


Passaggio della carta fedeltà prima degli acquisti

Siamo abituati ad utilizzare la carta fedeltà solo al momento di pagare, ma perché non considerare il passaggio della carta funzionale per ottenere un’esperienza dedicata prima degli acquisti? Ci ha pensato, tra gli altri, Tommy Hilfiger, che ha già attivato questa strategia sui propri punti vendita, invitando i clienti a passare la card appena entrati in negozio. In questo modo è possibile accedere ad offerte esclusive, direttamente guidate dagli assistenti alla vendita.

Si tratta di un’innovazione di esperienza - più che di tecnologia - che potrebbe diventare presto un’abitudine e uno standard.

 

ScreenHunter 106.png

 

Campagne social: Hashtag, Instagram Rewards, Check in ecc.


Invitare l’utente a condividere o partecipare a qualche campagna dedicata ai social è certamente un modo per tracciarne il passaggio in negozio ed eventualmente ritargetizzare, quando l’acquisto non viene finalizzato. Fanno parte di questa opzione gli inviti a diffondere uno o più hashtag, i contest basati sulle fotografie, l’accesso a rewards eccetera.

Integrare i social nell’esperienza del punto vendita è certamente una soluzione per allungare il tempo della relazione con l’utente in una vera esperienza omnichannel, magari portandolo a convertire online se non lo ha fatto offline (oltre agli ovvi vantaggi in termini di creazione della community e brand awareness).


Totem, IoT, AR

La presenza di tablet o totem in negozio, per interagire con eventuali assistenti virtuali, non ha riscontrato successi particolari negli anni, anche se molti utenti lo considerano uno strumento importante e necessario, soprattutto per recuperare alcuni dettagli tecnici dei prodotti che stanno cercando e soprattutto per verificare autonomamente le disponibilità a magazzino o nei punti vendita vicini.


Internet of things e augmented reality sono la naturale evoluzione di questo punto di partenza, in un ideale continuum omnichannel dove tecnologie e customer experience si fondono. Per darvi un’idea, vi proponiamo questo video del celebre brand del lusso Rebecca Minkoff, che ha progettato per i propri negozi un’unica esperienza tra negozio fisico e realtà aumentata: i clienti possono navigare e scegliere i prodotti su touch screen detti magic mirrors, ogni prodotto selezionato viene automaticamente recapitato nel camerino.

 



Utilizzo del free wifi

Si tratta di una commodity molto gradita dagli utenti, tanto da essere un valore differenziante del brand per molti di loro: un’ulteriore occasione per individuare le persone.


Beacon o tecnologie affini


Che cosa sono i beacon? Si tratta di dispositivi collocati all’interno dei negozi per inviare  notifiche attraverso il bluetooth: sono un’opzione per poter comunicare con l’utente all’interno del negozio, indipendentemente dal fatto che navighi l’app o il sito web dell’azienda e al contempo per localizzare l’utente all’interno del negozio. Richiedono ancora un forte studio in termini di customer experience, intesa come inerazione tra il dispositivo beacon e lo smartphone, ma sono comunque un’opzione ancora utilizzata da molti store - e non solo, Fox l’ha utilizzata sugli autobus) - per intercettare l’utente e comunicare in modo diretto. 


Riconoscimento facciale

Lo lasciamo per ultimo, come frontiera. Si tratta di uno sconfinamento probabilmente eccessivo, ma per chi ha voglia di approfondire ecco un articolo interessante di Digiday.

 

Conclusioni

Secondo un’indagine di IAB UK del 2016, il 66% dei marketer crede che l’advertising localizzato sia una delle opportunità più interessanti guidate dal mobile. La scelta di una di una delle opzioni che vi abbiamo esposto è il frutto della progettazione di un experience unica (online-offline). Per questo è fondamentale, per chi voglia definitivamente entrare in una logica total retail, essere in grado di intercettare l’utente e interagire con lui sulla base di tutti i dati. Se non si raccolgono le informazioni e non si utilizzano in modo “orizzontale” - ovvero omnichannel - ogni sforzo andrà vanificato in una inutile dispersione tra le funzioni aziendali.

 

 

 scarica 7 trends total retail 2017

Tags: personalizzazione, retail